Fabbricati rurali: le nuove disposizioni per l’esenzione ICI e il Comunicato dell’Agenzia del Territorio del 21/09/2011

nota: Ho cercato di seguire questa notizia nei suoi sviluppi. All’articolo originario, quindi, ho aggiunto i successivi “sviluppi”, ovvero il Comunicato del Consiglio Nazionale Geometri del 06/09/2011, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 14/09/2011 (con i relativi allegati) la successiva comunicazione dell’Agenzia delle Entrate del 22/09/2011. L’articolo va quindi letto nella sua interezza per capire lo sviluppo e l’applicazione della nuova normativa.

.

NEL DECRETO SVILUPPO NUOVE NORME PER LA RURALITA’ DEI FABBRICATI AI FINI CATASTALI

Il 21 giugno 2011 la Camera ha approvato il “Decreto Sviluppo”, che ora passa al Senato per il via libera finale previsto entro metà luglio.

Tra le varie disposizioni, vediamo quanto è stato previsto per i fabbricati rurali dal punto di vista catastale. Per il riconoscimento della ruralità gli interessati dovranno presentare una domanda di variazione della categoria per portare gli immobili:

– in categoria A/6 per le abitazioni rurali

– in categoria D/10 per gli immobili strumentali funzionali al fondo agricolo

La domanda dovrà essere presentata entro la fine di settembre 2011, e l’Agenzia del Territorio dovrà verificarla entro il 20 novembre 2011. In caso di silenzio da parte dell’Agenzia, la categoria richiesta sarà assunta provvisoriamente per 12 mesi, quindi fino al 20 novembre 2012. Se invece l’Agenzia non riconoscerà l’attribuzione della categoria catastale richiesta (e dovrà farlo con provvedimento motivato) gli interessati dovranno versare le imposte non pagate con interessi e sanzioni raddoppiate.

L’applicazione di questa direttiva richiede l’emanazione di un Decreto Ministeriale attuativo che stabilirà le modalità di presentazione delle domande; dovrà anche essere ripresa la categoria A/6, ad oggi desueta.

Si conferma quindi, a mio avviso, che c’è una gran confusione normativa per quanto riguarda i fabbricati rurali, perlomeno dal punto di vista catastale. Come già illustrato in altri articoli (ICI e fabbricati rurali: i chiarimenti dell’AdTEsenzione ICI per i fabbricati rurali? Solo se in categoria A/6 o D/10) la categoria A/6 è stata soppressa diversi anni fa, e l’indirizzo che era stato indicato per l’accatastamento dei fabbricati rurali è sempre stato quello di utilizzare la categoria catastale ordinaria più idonea per il fabbricato trattato (A/3, A/2, A/7…). Resta poi il problema delle pertinenze, come ad esempio una banale autorimessa collegata all’abitazione rurale: dovendola censire in categoria C/6, verrà poi assoggettata al pagamento di ICI ed imposte ?!? Domande che purtroppo sono ad oggi senza risposta. La presentazione dell’accatastamento di un fabbricato rurale richiede, ad oggi, di prendere accordi con i tecnici preposti presso l’Ufficio Provinciale dell’Agenzia del Territorio (catasto) competente, visto il vuoto che la norma ha creato. Resta di fatto impossibile, ora come ora, presentare l’accatastamento di detti fabbricati in categoria A/6. La nuova norma introdotta nel Decreto Sviluppo è deprimente per i professionisti che si occupano di catasto, presi tra incudine e martello. L’impressione è che ci sia poca comunicazione tra l’Agenzia del Territorio e gli organi legislativi competenti.

.

Aggiornamento

Il Decreto Sviluppo è stato approvato con D.l. 13/05/2011 n° 70, con la Legge di conversione 12/07/2011 n° 106, pubblicato sulla G.U. n° 160 del 12/07/2011.

Il testo delle Legge, per quanto riguarda quanto esposto nel presente articolo, è il seguente (estratto dall’art. 7):

2-bis. Ai fini del riconoscimento della ruralita’ degli immobili ai sensi dell’articolo 9 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, e successive modificazioni, i soggetti interessati possono presentare all’Agenzia del territorio una domanda di variazione della categoria catastale per l’attribuzione all’immobile della categoria A/6 per gli immobili rurali ad uso abitativo o della categoria D/10 per gli immobili rurali ad uso strumentale. Alla domanda, da presentare entro il 30 settembre 2011, deve essere allegata un’autocertificazione ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, nella quale il richiedente dichiara che l’immobile possiede, in via continuativa a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda, i requisiti di ruralita’ dell’immobile necessari ai sensi del citato articolo 9 del decreto-legge n.557 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 1994, e successive modificazioni.
2-ter. Entro il 20 novembre 2011, l’Agenzia del territorio, previa verifica dell’esistenza dei requisiti di ruralita’ di cui all’articolo 9 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, e successive modificazioni, convalida la certificazione di cui al comma 2-bis del presente articolo e riconosce l’attribuzione della categoria catastale richiesta. Qualora entro il termine di cui al periodo precedente l’amministrazione finanziaria non si sia pronunciata, il contribuente puo’ assumere, in via provvisoria per ulteriori dodici mesi, l’avvenuta attribuzione della categoria catastale richiesta. Qualora tale attribuzione sia negata dall’amministrazione finanziaria entro il 20 novembre 2012, con provvedimento motivato, il richiedente e’ tenuto al pagamento delle imposte non versate, degli interessi e delle sanzioni determinate in misura raddoppiata rispetto a quelle previste dalla normativa vigente.
2-quater. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono stabilite le modalita’ applicative e la documentazione necessaria ai fini della presentazione della certificazione di cui al comma 2-bis nonche’ ai fini della convalida della certificazione medesima, anche sulla base della documentazione acquisita, in sede di accertamento, da parte dell’Agenzia del territorio e dell’amministrazione comunale.
.
 

Aggiornamento: il punto di vista del Consiglio Nazionale Geometri

Il Consiglio Nazionale Geometri, con la circolare agli iscritti prot. 8600 del 06/09/2011, ha evidenziato la problematica dell’applicazione delle norme del Decreto Sviluppo per quanto concerne l’esenzione ICI per le abitazioni rurali. Viene ribadita l’impossibilità di censire gli immobili in categoria A/6 (categoria soppressa e inutilizzata dal 1993) e la conseguente inadeguatezza della norma e delle sentenze di cassazione da cui essa deriva. Anche i termini di applicazione della norma vengono ritenuti inadeguati e mirati alla riscossione dell’ICI per l’anno corrente. Il Consiglio Nazionale Geometri precisa anche che l’Agenzia del Territorio non è intenzionata a ripristinare la categoria A/6 ai fini fiscali, e che ad oggi non ha emanato alcuna modalità operativa per adempiere alla nuova norma del Decreto Sviluppo.

Il CNG suggerisce quindi di presentare, all’Agenzia del Territorio e al Comune competente, una semplice e informale istanza che chieda il cambio di categoria delle unità già accatastate nelle categorie A/6 e nelle D/10, in base alla L. 106/2011 ai soli fini  fiscali. L’Agenzia avrebbe modo di inserire nella banca dati catastale una annotazione a chiarimento dell’esenzione fiscale. Permane il problema per l’accatastamento dei fabbricati rurali ancora da accatastare, per i quali il CNG auspica la produzione di un apposita procedura DoCFA semplificata che consenta unicamente l’inserimento di una annotazione di merito nella banca dati catastale. Ma al momento la procedura non esiste e il problema rimane.

Clicca qui per scaricare il testo integrale della Circolare del CNG prot. 8600/2011

 

 

Aggiornamento: Comunicato dell’Agenzia del Territorio del 21/09/2011

In ossequio al Decreto Sviluppo (e precisamente all’art. 7 comma 2-quater) il Ministero dell’Econimia e delle Finanze ha emanato il necessario Decreto attuativo. E a pochi giorni dalla scadenza del termine ultimo per la presentazione delle domande, l’Agenzia del Territorio ha pubblicato un comunicato circa le “Modalità di presentazione delle domande di attribuzione ai fabbricati rurali delle categorie A/6, classe “R”, e D/10.”. Al comunicato ha fatto immediatamente seguito la Circolare 6/2011 del 22/09/2011, il cui testo è riportato integralmente in calce al seguente articolo.

Il testo del Comunicato è il seguente:

Nella Gazzetta Ufficiale n. 220 – Serie generale – del 21 settembre 2011, è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 14 settembre 2011, emanato ai sensi dell’art. 7, comma 2-quater, del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, concernente disposizioni in materia di riconoscimento della ruralità degli immobili.

Con il presente comunicato, sono stabilite le modalità di presentazione, presso l’Agenzia del Territorio, della documentazione concernente l’attribuzione delle categorie A/6, classe “R”, e D/10 ai fabbricati rurali, secondo quanto previsto dall’art. 2, commi 1 e 2, del citato decreto.

In particolare, la predetta documentazione comprende la domanda di variazione per l’attribuzione delle categorie A/6, classe “R”, e D/10 ai fabbricati rurali e l’autocertificazione necessaria ai fini del riconoscimento della ruralità, documenti redatti in conformità ai modelli allegati al citato decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 14 settembre 2011.

Tali atti devono essere presentati all’Ufficio provinciale dell’Agenzia del Territorio territorialmente competente (di seguito “Ufficio”), entro la data del 30 settembre 2011.

La domanda di variazione può essere inoltrata secondo le seguenti modalità:

  • mediante consegna diretta all’Ufficio;
  • tramite servizio postale, con raccomandata con avviso di ricevimento;
  • tramite fax, ai sensi dell’art. 38, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
  • mediante posta elettronica certificata.

Gli indirizzi degli Uffici e ogni altro riferimento o indicazione, utili alla presentazione della domanda di variazione, sono consultabili sul sito internet: www.agenziaterritorio.gov.it, nella sezione dedicata agli “Uffici territoriali”.

La predetta domanda può essere presentata direttamente dal titolare dei diritti reali sui fabbricati rurali o tramite i soggetti incaricati, individuati fra i professionisti abilitati alla redazione degli atti di aggiornamento di catasto terreni ed edilizio urbano, ovvero tramite le Associazioni di categoria degli agricoltori.

La domanda di variazione è prodotta in duplice originale presso l’Ufficio competente; un originale viene restituito come ricevuta al medesimo soggetto che lo ha presentato. Se la domanda è spedita tramite raccomandata con avviso di ricevimento, mediante fax, ovvero per posta elettronica certificata, fanno fede, ai fini della avvenuta presentazione, rispettivamente, la data di spedizione, la data del rapporto di trasmissione del fax ovvero quella relativa all’attestato di trasmissione elettronica.

L’Agenzia del Territorio rende, inoltre, disponibile sul proprio sito internet: www.agenziaterritorio.gov.it una specifica applicazione, che consente la compilazione della domanda con modalità informatiche. L’applicazione consente, altresì, la stampa della domanda, con l’attribuzione di uno specifico codice identificativo, a conferma dell’avvenuta acquisizione a sistema informatico dei dati contenuti nella domanda di variazione.

La medesima domanda, compilata e stampata con la predetta applicazione informatica entro la data del 30 settembre 2011, è considerata tempestiva, a condizione che venga presentata all’Ufficio, con una delle modalità sopraindicate, entro 15 giorni dalla data di acquisizione nel sistema informatico dei dati contenuti nella stessa domanda, che dovrà essere, altresì, debitamente sottoscritta ed integrata da tutta la documentazione prevista.

Non potranno essere oggetto di esame, da parte dell’Ufficio, le domande di variazione e le relative autocertificazioni, presentate su modelli non conformi a quelli allegati al menzionato decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 14 settembre 2011, così come le domande di variazione prive delle previste autocertificazioni.

Roma, 21 settembre 2011 

_____________________________________

La modulistica per la richiesta di attribuzione delle categorie A/6 e/o D/10 è disponibile sul sito dell’AdT o su questo sito, alla sezione Download, Modulistica varia.

Dal 23/09/2011 è disponibile sul sito dell’AdT l’applicazione web che consente di compilare on-line la domanda di attribuzione delle categorie A/6 e/o D/10.  L’invio telematico della domanda assegna un identificativo numerico, con la possibilità di trasmettere all’Ufficio provinciale dell’Agenzia la documentazione prevista (le autocertificazioni e quant’altro attesti i requisiti di ruralità) entro i 15 giorni successivi all’inoltro.

.

ALLEGATI:

Testo integrale della Circolare 6/2011

Comunicato dell’AdT

Applicazione web per la compilazione della domanda

Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 14/09/2011

La modulistica allegata al decreto è reperibile anche alla pagina Download –> Modulustica varia