Via la D.I.A., arriva la S.C.I.A.

(EDILIZIA)

LA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA’

Con la manovra estiva, e tra molti dubbi e polemiche, arriva la S.C.I.A.

L’articolo 49/4 del testo definitivo della manovra fiscale riscrive integralmente l’articolo 19 della legge 241/1990, relativo alla denuncia d’inizio attività (ma non si coordina con il testo unico dell’edilizia).

La S.c.i.a., (segnalazione certificata di inizio attività), va a sostituire la D.i.a. (dichiarazione di inizio attività), ma la sostituzione non è sempre automatica. Recentemente una nota ministeriale ha chiarito che la S.c.i.a. non è applicabile nei casi previsti dall’art. 22 comma 3 del Dpr 380/2001 (riguardante gli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire che possono essere realizzati alternativamente con Dia).

In caso di interventi in zona sottoposta a vincolo, la s.c.i.a. non può sostituire la necessaria autorizzazione da parte degli enti preposti; alcuni Comuni in zone vincolate concedono tuttavia l’utilizzo della S.c.i.a. per talune fattispecie di interventi (di solito opere interne che riguardano parti strutturali). L’applicazione del nuovo iter appare quindi soggetta a diverse interpretazioni nei vari uffici comunali: la solita torre di Babele !

Resta intesa che la S.c.i.a. necessita di tutte le dichiarazioni asseverate redatte da un tecnico abilitato, com’era già previsto anche per la d.i.a.

Con la S.c.i.a. gli interessati potranno iniziare i lavori contestualmente alla presentazione della segnalazione (senza nemmeno attendere i canonici 30 giorni della D.I.A.), ma il Comune può intervenire successivamente (entro 60 giorni) per richiedere chiarimenti, integrazioni eccetera. Ciò crea alcune perplessità, visto che nel frattempo i lavori saranno già stati iniziati.

La S.c.i.a. è entrata in vigore il primo agosto 2010 ma molte amministrazioni comunali sono tutt’ora impreparate.

Allegati:

Nota ministeriale s.c.i.a.